
[diffondiamo da: https://t.me/Aggiornamenti_Lupo/68]
Questo non è uno sgombero
Questo non è un cantiere
Questo è un ammutinamento
Che un pezzo di città non volesse rinunciare alla L.U.P.O. era già intuibile, ma la solidarietà immediata dopo l'anomalo tentativo di sgombero ha spazzato via ogni dubbio. La necessità di spazi che non calino dall'alto e che rifiutino le logiche relazionali del profitto è talmente forte che in tantx sono dispostx a combattere per ottenerla.
Il tentativo di recintarci in un cantiere mentre ancora viviamo lo Spazio è la dimostrazione del pressappochismo criminale dell'apparato istituzionale che, galoppando ormai verso un progressivo scenario sempre più militarista, crede di poter disporre di chiunque come di un docile soldato pronto per il fronte.
Ed è proprio in questo scenario che le istituzioni sono colluse, direttamente e indirettamente, in ogni disegno bellico.
A fare grandi affari è l'industria della guerra italiana che nel 2025 ha registrato un volume di transazioni per un totale di 14 miliardi, ma è la società intera che si avvia verso un processo di militarizzazione dell'esistente. Il nuovo modello occidentale è la macchina da guerra sionista alimentata da colonialismo razzista e fanatismo religioso. Con una disciplina che prende piede già nelle scuole e attraverso l'indottrinamento mediatico si mantiene con la pervasiva tecno-sorveglianza.
Disertiamo tutte le guerre e rimandiamo al mittente gli ipocriti attacchi che vengono da chi rappresenta un sistema genocida.
Contrastare la gentrificazione e le logiche di profitto sono la macchia che vogliamo creare nella decorosa trama dietro il cantiere di Piazza Lupo, incuranti delle invettive di politici di quartiere, di presunti residenti preoccupati e degli interessi dei soliti costruttori mafiosi amici del potere.
Crediamo in spazi autogestiti e orizzontali e snaturare questa scelta rimane solo una vigliacca via d'uscita per ricondurre il conflitto a più miti posizioni, forse quelle di chi ha dichiarato in questi giorni la necessità di aprire tavoli di concertazione o proporre creazioni di hub socio-culturali.
Chi difende la L.U.P.O. e chi in varie parti d'Italia e non solo, ha manifestato solidarietà, sa bene che l'autogestione e l'azione diretta sono le pratiche necessarie da contrapporre a strategie di recupero e contrattazione con il potere.
La L.U.P.O. continua
Piazza Pietro Lupo è occupata Permanentemente dal 23 Marzo
Fino all'ultimo ululato collettivo
